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Camelidae
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I mwbaCamelidi costituiscono una famiglia di mwbqmammiferi mwbgartiodattili a cui appartengono il mwbwcammello, il mwcadromedario, il mwcqlama, il mwcgguanaco, l'mwcwalpaca e la mwdavigogna; sono gli unici rappresentanti viventi del sottordine dei mwdqTilopodi.
Contents
• Note
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Sistematica
Nonostante formino una mweqcategoria sistematica a sé, il sottordine Tylopoda mostra numerose caratteristiche in comune con i mwegRuminanti, tant'è che alcuni autori considerano i due sottordini facenti parte di un unico gruppo, i mwewSelenodonti (o Ruminanti in senso lato), il quale si contrappone a quello dei mwfaBunodonti (i non-ruminanti), ossia il terzo rimanente sottordine degli Artiodattili, conosciuto meglio col nome di mwfqSuiformes (mwfgmaiale, mwfwippopotamo ed affini).
Tassonomia
ORDINE mwjwArtiodactyla
• Sottordine mwkgTylopoda
• Famiglia mwlqCamelidae
• Genere mwmamwmqAepycamelus †
• Genere mwmwmwnaCamelops †
• Genere mwngmwnwNothokemas †
• Genere mwoqmwogOxydactylus †
• Genere mwpamwpqParacamelus †
• Genere mwpwmwqaParatylopus †
• Genere mwqgmwqwPoebrodon †
• Genere mwrqmwrgPoebrotherium †
• Genere mwsamwsqProcamelus †
• Genere mwswmwtaProtolabis †
• Genere mwtgmwtwProtomeryx †
• Genere mwuqmwugPseudolabis †
• Genere mwvamwvqStenomylus †
• Genere mwvwmwwaTanymykter †
• Genere mwwgmwwwTitanotylopus †
• Genere mwxqmwxgLama
• mwyqmwygLama guanicoe (guanaco)
• mwzamwzqLama glama (lama)
• Genere mwzwmwaaVicugna
• mwawmwbaVicugna vicugna (vigogna)
• mwbgmwbwVicugna pacos (alpaca, precedentemente ascritta al genere mwcaLama)
• Genere mwcgmwcwCamelus
• mwdgmwdwCamelus bactrianus (cammello)
• mweqmwegCamelus dromedarius (dromedario)
• mwfaCamelus ferus (cammello selvatico)
Origine e diffusione
Le prove mwkgpaleontologiche, ottenute con lo studio dei mwkwreperti fossili, attribuiscono al mwlaNordamerica il luogo d'origine dei Camelidi, dove si estinsero durante il mwlqPleistocene. Il più antico camelide ritrovato è mwlgmwlwPoebrodon, dell'mwmaEocene superiore, seguito da mwmqmwmgPoebrotherium, dell'mwmwOligocene inferiore. Durante il mwnaMiocene, la famiglia fu investita da una grande esplosione evolutiva ed apparvero forme curiose come mwnqmwngAlticamelus, o cammello-giraffa, alto fino a 3,5 m e con il collo molto lungo, o come mwnwmwoaStenomylus, o cammello-gazzella, di piccola statura e di forma gracile.
Nel mwogPliocene iniziarono le migrazioni in mwowSudamerica ed in mwpaAsia, dove si sono originate le forme attuali.
Il genere mwpgCamelus è presente allo stato domestico nel Vecchio Mondo, dal mwpwNordafrica all'mwqaAsia centrale; solo alcune piccole mwqqpopolazioni di cammelli vivono allo stato selvatico nel mwqgDeserto del Gobi. Il dromedario è stato recentemente introdotto dall'uomo anche nelle zone desertiche degli mwqwStati Uniti (mwraTexas, mwrqArizona e mwrgNuovo Messico) e dell'mwrwAustralia.
I generi mwsqLama e mwsgVicugna sono invece originari del mwswSudamerica, distribuiti ampiamente sulla mwtaCordigliera delle Ande fino alla mwtqTerra del Fuoco e in tutta la mwtgPatagonia, sia con forme addomesticate (lama e alpaca) che selvatiche (guanaco e vigogna).
Morfologia e fisiologia
La caratteristica principale che accomuna i Tilopodi (e quindi i Camelidi) al sottordine Ruminantia è la capacità di mwuqruminazione, assieme ad altri adattamenti derivati dalla scelta di una dieta di tipo vegetariana, in prevalenza erbivora.
I mwuwdenti molari sono di tipo selenodonte (= denti a luna), mostrano cioè delle pieghe semilunari o falciformi, in seguito all'usura causata dalla masticazione, con creste longitudinali necessarie per la triturazione delle parti vegetali che avviene tramite i tipici movimenti laterali della mwvamandibola.
La mwvgformula dentaria è:
I 1/3; C 1/1; Pm 2-3/1-3; M 3/3 x 2 = 30-36
Lo mwwqstomaco dei Camelidi risulta diviso in tre concamerazioni: mwwgrumine, mwwwreticolo ed mwxaabomaso; di questi tre, soltanto l'abomaso è un vero e proprio stomaco ghiandolare secernente succhi gastrici; gli altri due svolgono un ruolo importante nella trasformazione chimica del cibo ingerito grazie all'azione di mwxqbatteri cellulosolitici mwxgsimbionti. A differenza dei Ruminanti manca un quarto stomaco, l'mwxwomaso, mentre nelle pareti del rumine sono presenti delle mwyacelle acquifere, cavità che permettono l'accumulo di riserve d'acqua prelevate dall'alimento ed essenziali per la sopravvivenza negli ambienti aridi.
Come tutti gli Artiodattili, i Camelidi hanno gli mwygarti muniti di dita pari, in questo caso soltanto due, per riduzione evolutiva fino a scomparsa del primo, secondo e quinto mwywdito. Le due rimanenti, fuse a livello mwzametapodiale, sono provviste di cuscinetti elastici che permettono un'mwzqandatura digitigrada, altra importante differenza che li distingue dai Ruminanti, i quali sono mwzgunguligradi. Le articolazioni degli arti e a livello dello mwzwsterno sono inoltre provviste di speciali mw0acallosità che conferiscono il nome al sottordine (Tylopoda = mw0qpiede calloso).
Sempre riguardo all'mw1wanatomia dello scheletro, i Camelidi mostrano, come tutti i Selenodonti, una sovrascapola mw2acartilaginea che si sovrappone ad una ben sviluppata mw2qscapola ossea e, caratteristica unica nei Mammiferi, un mw2gdiaframma ossificato. La formula vertebrale è: C 7, D 12; L 7; S 4-5; Cd 12-21.
Esteriormente presentano un pelo ruvido e talvolta molto lungo (mw4galpaca). Le dimensioni variano ampiamente all'interno della famiglia. Il più piccolo camelide è la mw4wvigogna (lunghezza: 120–190mw5a cm; altezza: 70–100mw5q cm; peso: fino a 50mw5g kg), i più grandi sono rappresentati dal genere mw5wmw6aCamelus, cioè il cammello e il dromedario (lunghezza: fino a 3 m; altezza: 2 m; peso: 450–700mw6q kg). Il lama, l'alpaca e il mw6gguanaco sono invece di mole intermedia.
Oltre che per la grande mole, il genere mw7aCamelus differisce dai restanti Camelidi per la presenza della vistosa gobba dorsale (due nel cammello, una nel dromedario), la cui importante funzione è descritta nel seguente paragrafo.
Un'incredibile resistenza
I Camelidi si trovano perfettamente adattati ai climi aridi, sia caldi che freddi; ambienti in cui le risorse d'acqua e di cibo scarseggiano o si trovano concentrate in zone limitate, come ad esempio le mw7woasi nei mw8adeserti, oppure, come per i Lama delle mw8qAnde, zone di alta montagna dove l'mw8gossigeno rarefatto e i pendii rocciosi sono un ostacolo per numerose specie animali.
Nel deserto sabbioso
I cammelli e i dromedari sono distribuiti, oramai quasi esclusivamente allo stato domestico, nell'mw-qAfrica mw-gsahariana, nella mw-wpenisola arabica e in molte zone dell'mw-aAsia centrale. In queste zone, i principali problemi per la sopravvivenza sono dovuti alle alte mw-qtemperature diurne (con forte mw-gescursione termica giornaliera), alla difficile possibilità di recupero delle risorse idriche ed alimentari ed alle difficoltà di mw-wrespirazione causate dai forti e continui mwaqaventi mwaqesabbiosi che regnano incontrastati, modellando un ambiente povero di barriere montuose. Nonostante tutte queste avversità, questi enormi Mammiferi riescono a vivere tranquillamente riuscendo a percorrere lunghi viaggi, trasportando grossi pesi e senza nutrirsi per parecchi giorni. Tutto ciò grazie a numerosi adattamenti mwaqievolutivi.
L'alta temperatura, accelerando le mwaqqfunzioni metaboliche, porta al rischio di mwaqumorte per mwaqydisidratazione dei tessuti dell'organismo. Per combattere il problema, il cammello e il dromedario presentano degli arti molto sviluppati in lunghezza che provocano un forte distaccamento del corpo dal suolo, evitando così di essere investiti dalle calde correnti che si formano per la forte mwaqcinsolazione. Durante il giorno, la loro temperatura corporea aumenta drasticamente (anche di 6-7 gradi) ma tuttavia riescono a svolgere normalmente le loro funzioni biologiche, senza subire una eccessiva mwaqgsudorazione. Il calore accumulato durante il giorno viene poi ceduto lentamente nelle fredda notte evitando così un brusco raffreddamento.
La perdita d'acqua provoca un aumento della mwaqoviscosità del mwaqssangue con conseguenti difficoltà a livello del mwaqwsistema circolatorio. Questo inconveniente viene risolto grazie alla capacità di sottrarre acqua maggiormente dai tessuti che dal sangue, mantenendo inalterato il volume plasmatico, e, soprattutto, grazie all'elevato numero di mwaq0globuli rossi, molto piccoli e di forma mwaq4ellittica, che riescono a circolare liberamente anche in condizioni di forte viscosità.
Le curiose gobbe, con le quali riusciamo a distinguere facilmente le due specie del genere mwaraCamelus, non sono, come molti pensano, delle "cisterne" d'acqua bensì delle riserve adipose che permettono a questi animali di rimanere molti giorni a digiuno, senza bere. La mancanza d'acqua e di sostanze nutritive viene infatti sopperita col metabolismo dei mwaregrassi immagazzinati. Un adattamento alla limitatezza delle risorse è anche la capacità di bere in pochi minuti grandi quantità d'acqua (anche 135 litri in 10 minuti) ripristinando velocemente il proprio equilibrio idrico ed accorciando il tempo di esposizione in zone che sono solitamente soggette ad un alto rischio di predazione.
Grazie alle celle acquifere nella parete del rumine, un gran volume d'acqua viene inizialmente accumulato nello stomaco per poi essere rilasciato lentamente evitando problemi di carattere mwarmosmotico.
In generale, tutti gli organismi perdono una certa quantità d'acqua con l'mwaruescrezione dell'mwaryurina (o altri composti azotati) e l'espulsione delle mwargfeci. Per minimizzare la perdita, i Camelidi dei deserti possiedono dei mwarkreni molto capienti, dove l'urina viene concentrata in grandi quantità e, con il riassorbimento dell'acqua filtrata, risulta molto densa. Anche l'acqua dei loro escrementi viene riassorbita e, per questo motivo, le feci vengono emesse secche, cosicché possono essere immediatamente impiegate dall'uomo come combustibile nelle fredde notti desertiche.
Oltre che per la temperatura e la scarsezza delle risorse, il suolo inconsistente e i venti carichi di sabbia fanno del deserto un luogo ostile per chi è costretto a percorrere delle lunghe marce. Anche per queste avversità, il cammello e il dromedario mostrano efficienti adattamenti: i cuscinetti elastici e gli strati callosi delle zampe impediscono lo sprofondamento nella sabbia; la mwarsbocca e le mwarwnarici si chiudono ermeticamente e il folto pelo delle orecchie e delle sopracciglia proteggono l'animale dal fastidioso e continuo contatto con il pulviscolo aereo.
Note
cite-note-22. ↑ mwaskmwasomwassResearch on the Palaeolithic of the El Kowm Area (Syria) (mwaswmwas0PDF), Institute for Prehistory and Archaeological Science, University of Basel, Switzerland, 2008 mwas4(archiviato dall'mwas8url originale il 13 aprile 2014).
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itCamelidi, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-dei-ragazziGiuseppe M. Carpaneto, cammelli, lama, vigogne, in Enciclopedia dei ragazzi, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005.
• citerefbritannica-com(EN) Camelidae, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Camelidae, su Catalogue of Life.
• citereffossilworks-org(EN) Camelidae, su Fossilworks.org.
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• citerefitis(EN) Camelidae, su ITIS.